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Il puzzle rappresenta lo spirito del sito: la conoscenza poliedrica di Psico-logos. Gli esperti che ne fanno parte sono professionisti di diversa formazione, che propongono differenti paradigmi teorici e diverse modalità di approccio alle tematiche trattate. Questo è il punto di forza di Psico-logos, poichè l'universo della psicologia, seppur con diverse teorie e tecniche, converge verso un unico fine: la conoscenza del funzionamento dell'essere umano. La molteplicità sta nella possibilità di scegliere uno tra i diversi percorsi per giungere a mettere insieme dei singoli elementi in un'unità e l'immagine del puzzle riassume tutto questo: a partire dai bordi, dal centro o da qualsiasi altro punto della figura, si arriva in tanti modi a individuare la stessa immagine sullo sfondo.
In primo piano
Lo psicodramma analitico, nasce in Francia intorno agli anni '60, con Paul e Genie Lemoine di formazione Lacaniana, Didier Anzieu ed altri psicoanalisti che rivisitano le invenzioni di Moreno alla luce del contributo della psicoanalisi, (i Lemoine affermano di "ritornare a Freud e di ricorrere a Lacan"). Se il dispositivo moreniano è fondato sull’abreazione e sulla catarsi, la rivisitazione psicoanalitica mira a favorire gli aspetti di elaborazione e di costruzione di pensiero attorno ai nodi emotivi oggetto della drammatizzazione, permettendo all’analizzante di accedere anche al significato simbolico dei suoi rapporti interpersonali. Il gruppo non è considerato come un oggetto “unitario”, ma un insieme utilizzabile da ciascuno per analizzare i propri fantasmi inconsci. Il dispositivo non elude i fenomeni di gruppo osservabili, ma se ne serve per meglio cogliere gli aspetti transferali che hanno luogo nella evoluzione del discorso dei partecipanti. E’ una psicoterapia analitica individuale in gruppo. In genere i terapeuti sono due, un animatore e un osservatore, che si alternano in queste due funzioni. L’osservatore sta fuori dal cerchio “libidinale” costituito dal gruppo, ne è fuori anche spazialmente. La sua funzione è quella specificamente analitica: al termine della seduta l’osservatore cercherà di mettere in luce “la narrativa” del gruppo, interpretando alcuni temi emersi dal discorso e dai giochi dei singoli partecipanti. L’animatore è “alle spalle” degli analizzanti: non è lì per essere guardato o per guidare il gruppo in qualche direzione, bensì a cogliere, con il suo ascolto, il discorso dell’inconscio. Si tratta di un gruppo aperto, il numero dei partecipanti è ridimensionato a quello di un piccolo gruppo (6 – 10 partecipanti). Le sedute si svolgono in una stanza-studio (setting) e prevedono una durata di un’ora e trenta minuti. Lo psicodramma psicoanalitico si avvale oggi del contributo di molte teorie poste nel solco dell’evoluzione freudiana e del lavoro psicoanalitico coi gruppi (J. Lacan, C. G. Jung, D. Winnicott, M. Klein, W. Bion, D. Anzieu, C. Musatti, F. Petrella, E. Croce, L. Mele, J. Mc Dougall, C. Bollas ed altri.)
 
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''Psiche è una parola greca e significa, tradotta, "anima". Trattamento psichico vuol quindi dire "trattamento dell'anima", e si potrebbe dunque pensare che con esso s'intenda: trattamento dei fenomeni patologici della vita dell'anima. Ma non è questo il significato dell'espressione. Trattamento psichico indica piuttosto: trattamento a partire dall'anima, trattamento - di disturbi psichico somatici - con mezzi che agiscono in primo luogo e immediatamente sulla psiche dell'uomo. Un tale mezzo è soprattutto la parola, e le parole sono anche lo strumento essenziale del trattamento psichico. Il profano troverà certo difficile comprendere come disturbi patologici del corpo e della psiche possano venir eliminati attraverso le "sole" parole del medico. Egli penserà che si pretende da lui la fede nella magia. Non ha tutti i torti; le parole dei nostri discorsi quotidiani non sono altro che magia sbiadita. Ma sarà necessario prendere una via indiretta, più ampia, per far capire come la scienza riesca a restituire alla parola almeno una parte della sua primitiva forza magica.'' (Freud, 1890 "Opere", Bollati Boringhieri, vol.1)